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CONVEGNO “LE DONNE NELLA STORIA: IERI, OGGI, DOMANI”
Oggi
ha ancora senso festeggiare la donna in ricordo di ciò che accadde? E’ limitativo ricordarla per un giorno? Ovvero, è un pensiero in più a sottolineare ciò che le donne hanno significato nella storia, nella storia delle Istituzioni, nella storia politica, nella storia sociale, vicino a grandi uomini di guerra nel passato, per aver anche loro combattuto la loro guerra rimanendo a casa con i figli, ricordarle per le loro azioni, per le loro invenzioni, per le loro capacità gestionali, ma soprattutto ricordarle per guardare al futuro, per migliorare le loro condizioni in vari campi, in quanto se tante sono le cose ancora da fare per le donne nel mondo occidentale, tantissimi sono i loro diritti ancora da affermare in altri Paesi. Tante
sono le cose da dire, ed è per questo che si è pensato di dar vita ad un
convegno dal titolo “LE DONNE NELLA STORIA: IERI, OGGI E DOMANI”,
che si svolgerà, su invito, il giorno sabato 8 marzo alle ore 16,30 presso la
Sala Olimpia dell’Ergife Palace Hotel di Roma in Via Aurelia, 619, durante
l’apertura della manifestazione. Un
ricordo al passato ed a quanto di bene le donne hanno fatto, tutte assieme o
come singole protagoniste; un pensiero al presente per quanto di bene stanno
facendo; ma, soprattutto, un impegno al futuro per quanto sarà concesso loro di
fare Relatori
del convegno saranno storici, giornalisti, politici e cariche militari. Si
spazierà dalla donna d’età romana, che accompagnava il legionario negli
avamposti ai confini dell’Impero, ove contribuì a costituire i primi
insediamenti urbani (v. per tutti le vestigia romane ed i ritrovamenti di
reperti nei pressi del Vallo di Adriano), alla donna medioevale, che, dopo
l’immane zuffa in cui si concretizzava il combattimento dell’epoca vagava
per il campo di battaglia a ricercare il proprio padre, marito, figli o
fratelli; alle donne che per prime accorsero a soccorrere i feriti sul campo di
battaglia di Solferino e San Martino, costituendo l’embrione di quello che sarà,
di li a poco, il Corpo della Croce Rossa; alle grandi eroine della nostra
Storia, una per tutte: Anita Garibaldi, che accanto all’Eroe dei due Mondi,
fece sua la causa dell’Indipendenza italiana, fino al supremo sacrificio della
propria vita.
In tempi più recenti la donna è stata provata da i più grandi
sconvolgimenti che la storia del mondo abbia potuto subire: i due
Gli uomini, sono tutti richiamati alle
armi, vanno a combattere al fronte (quello esterno); c’è chi pensa a loro: la
Sussistenza; il loro unico
problema è quello di scampare alla morte. Ma a casa, su quello che gli storici
chiamano il “fronte interno”, a combattere la lotta del quotidiano
vivere, chi rimane? La donna. E’ lei che prende il posto dell’uomo in
fabbrica e provvede alla produzione bellica e non; è lei che deve combattere
con l’endemica penuria dei generi alimentari che ogni conflitto porta con sé;
è lei che deve subire le privazioni e le repressioni di un nemico alle volte
barbaro e poco cavalleresco, patendone, spesso le più bieche violenze. E’ la
donna che rimane sola se il suo uomo, il proprio figlio o fratello cadono sul
campo dell’onore! E non basta una medaglia, seppure con una didascalia dai
toni epici a ridarle gli affetti perduti. L’impiego
della donna negli eserciti, soprattutto nel corso del secondo, è stato
rilevante. L’Italia è stata la prima a ricorrere alla donna militarizzata,
con le SAF (Servizio Ausiliario Femminile) della RSI; l’esercito americano,
quello inglese ed addirittura quello brasiliano, fecero ricorso all’ausilio
della donna in divisa. Dopo la guerra è quello d’Israele il primo esercito ad
arruolare nelle sue fila la donna, non più quale ausiliaria, bensì quale
soldato. Ebbene,
alla luce di questi brevi cenni, la donna trova ben ragione ad essere onorata
con un convegno che nulla abbia del retorico, che non si basi sulla ideologia di
vere o presunte “proprietà corporali”, anche di recente urlate in
piazza, ma che restituisca alla Donna la dignità storica che le è propria!
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