CONVEGNO “LE DONNE NELLA STORIA: IERI, OGGI, DOMANI”

 

Boccafile 1943“M&D”, nella sua edizione di marzo, coincide con la festa della donna. Non solo, ma l’8 marzo ricorre, altresì, il 100° anniversario del tragico incidente che dette origine a questa festa, incidente che, in un cotonificio di New York, vide perire tragicamente un centinaio di operaie.

Oggi ha ancora senso festeggiare la donna in ricordo di ciò che accadde?

E’ limitativo ricordarla per un giorno? Ovvero, è un pensiero in più a sottolineare ciò che le donne hanno significato nella storia, nella storia delle Istituzioni, nella storia politica, nella storia sociale, vicino a grandi uomini di guerra nel passato, per aver anche loro combattuto la loro guerra rimanendo a casa con i figli, ricordarle per le loro azioni, per le loro invenzioni, per le loro capacità gestionali, ma soprattutto ricordarle per guardare al futuro, per migliorare le loro condizioni in vari campi, in quanto se tante sono le cose ancora da fare per le donne nel mondo occidentale, tantissimi sono i loro diritti ancora da affermare in altri Paesi.

Tante sono le cose da dire, ed è per questo che si è pensato di dar vita ad un convegno dal titoloLE DONNE NELLA STORIA: IERI, OGGI E DOMANI, che si svolgerà, su invito, il giorno sabato 8 marzo alle ore 16,30 presso la Sala Olimpia dell’Ergife Palace Hotel di Roma in Via Aurelia, 619, durante l’apertura della manifestazione.

Un ricordo al passato ed a quanto di bene le donne hanno fatto, tutte assieme o come singole protagoniste; un pensiero al presente per quanto di bene stanno facendo; ma, soprattutto, un impegno al futuro per quanto sarà concesso loro di fareTabellina Diagnostica Regio Esercito Italiano 1940 liberamente e con effettivi pari diritti dell’uomo.

Relatori del convegno saranno storici, giornalisti, politici e cariche militari.

Si spazierà dalla donna d’età romana, che accompagnava il legionario negli avamposti ai confini dell’Impero, ove contribuì a costituire i primi insediamenti urbani (v. per tutti le vestigia romane ed i ritrovamenti di reperti nei pressi del Vallo di Adriano), alla donna medioevale, che, dopo l’immane zuffa in cui si concretizzava il combattimento dell’epoca vagava per il campo di battaglia a ricercare il proprio padre, marito, figli o fratelli; alle donne che per prime accorsero a soccorrere i feriti sul campo di battaglia di Solferino e San Martino, costituendo l’embrione di quello che sarà, di li a poco, il Corpo della Croce Rossa; alle grandi eroine della nostra Storia, una per tutte: Anita Garibaldi, che accanto all’Eroe dei due Mondi, fece sua la causa dell’Indipendenza italiana, fino al supremo sacrificio della propria vita.

In tempi più recenti la donna è stata provata da i più grandi sconvolgimenti che la storia del mondo abbia potuto subire: i due Sinistra: Medaglia alla Madre del caduto 1° e 2° Conflitto Mondiale; a destra: Medaglia per Madri Prolifiche con 7 fiocchi, uno per ciascun figlio.conflitti mondiali.

Gli uomini, sono tutti richiamati alle armi, vanno a combattere al fronte (quello esterno); c’è chi pensa a loro: la Sussistenza; il loro unico problema è quello di scampare alla morte. Ma a casa, su quello che gli storici chiamano il “fronte interno”, a combattere la lotta del quotidiano vivere, chi rimane? La donna. E’ lei che prende il posto dell’uomo in fabbrica e provvede alla produzione bellica e non; è lei che deve combattere con l’endemica penuria dei generi alimentari che ogni conflitto porta con sé; è lei che deve subire le privazioni e le repressioni di un nemico alle volte barbaro e poco cavalleresco, patendone, spesso le più bieche violenze. E’ la donna che rimane sola se il suo uomo, il proprio figlio o fratello cadono sul campo dell’onore! E non basta una medaglia, seppure con una didascalia dai toni epici a ridarle gli affetti perduti.

L’impiego della donna negli eserciti, soprattutto nel corso del secondo, è stato rilevante. L’Italia è stata la prima a ricorrere alla donna militarizzata, con le SAF (Servizio Ausiliario Femminile) della RSI; l’esercito americano, quello inglese ed addirittura quello brasiliano, fecero ricorso all’ausilio della donna in divisa. Dopo la guerra è quello d’Israele il primo esercito ad arruolare nelle sue fila la donna, non più quale ausiliaria, bensì quale soldato.

Ebbene, alla luce di questi brevi cenni, la donna trova ben ragione ad essere onorata con un convegno che nulla abbia del retorico, che non si basi sulla ideologia di vere o presunte “proprietà corporali”, anche di recente urlate in piazza, ma che restituisca alla Donna la dignità storica che le è propria!